La gente friulana si è rimboccata le maniche ed ha iniziato subito a ricostruire quelle fabbriche, botteghe artigiane, scuole, case, esercizi commerciali distrutti dalla tragedia del 6 maggio 1976. Non c’era tempo per piangere i tanti morti, vite e famiglie spezzate, così le lacrime vennero ricacciate indietro. Grande la solidarietà e generosità da tutto il mondo, non solo da parte dei corregionali all’estero. Il Friuli è risorto dalle sue ceneri con determinazione, orgoglio, dignità. Il Friuli e tutta la regione hanno dimostrato di essere una comunità. Anche oggi, dopo la tragedia della pandemia ed il “terremoto” economico in corso oltre che bellico in Europa, dobbiamo ritornare a rinsaldare i legami e ritornare a dimostrare che sappiamo essere comunità.

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