Consigliere Regionale del Friuli Venezia Giulia

Vice Presidente del Gruppo Consiliare "Il Popolo della Libertà-FORZA ITALIA"

Vice Presidente della V Commissione permanente

Un articolo ex novo inserito nella legge 5/2012 sull’autonomia dei giovani che prevede l’educazione alla gestione dei conflitti ed il contrasto al fenomeno del bullismo. E’ quanto è stato deciso nell’ambito della VI Commissione Consiliare che questa mattina ha esaminato il pdl 143 in materia di interventi di contrasto al fenomeno del bullismo.

“Dopo un lavoro congiunto – rileva Rodolfo Ziberna, Vicepresidente del gruppo Forza Italia in Consiglio Regionale e primo firmatario del pdl 143 – abbiamo deciso di non fare una legge a parte, bensì di inserire un articolo ad hoc, il 21 bis, nella legge regionale 5/2012. L’articolo in questione sostiene azioni di rilevazione, prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo in tutte le sue manifestazioni, quindi anche il cosiddetto cyberbullismo”.

“Nello specifico il 21 bis prevede che la Regione sostenga e finanzi progetti ed interventi che abbiano un approccio multidisciplinare, volti all’educazione nelle relazioni umane, al rispetto della dignità delle persone, alla valorizzazione delle diversità, al contrasto a tutte le discriminazioni, nel rispetto del principio di eguaglianza e pari opportunità tra persone, senza distinzione alcuna”.

“In particolare – prosegue l’esponente di Forza Italia – la Regione promuove e sostiene: protocolli d’intesa con i soggetti istituzionali che svolgono un ruolo formativo e culturale nei confronti dei giovani; iniziative di carattere culturale, sociale e sportivo; percorsi educativi, di cooperazione e di partecipazione attiva sull’uso consapevole di Internet e dei nuovi media; corsi di formazione per il personale scolastico, gli operatori sportivi e gli educatori sull’utilizzo consapevole dei media e dei social network; corsi, programmi di assistenza e gruppi di supporto per i genitori; campagne di sensibilizzazione ed informazione rivolte ai minori ed agli adulti anche all’interno delle scuole”.

“Molto importante, poi, il ruolo della Regione nella promozione di azioni informative di sensibilizzazione verso gli ordini professionali per l’attivazione di servizi di consulenza, anche legale, alle persone vittime di fenomeni di bullismo”.

“Finalmente – conclude Ziberna – l’Aula affronta un tema che, purtroppo, è sempre più diffuso tra i nostri giovani. Per questo auspico un’ampia condivisione della norma (che arriverà in Aula a maggio) da parte di tutto il Consiglio Regionale”.

“La Prefettura di Gorizia continua a riempire la città di migranti. Una città che ha già dato ampiamente in termini di accoglienza e che non può farsi carico da sola di quote così ampie. Se andiamo avanti così nel capoluogo isontino ci saranno più immigrati che italiani…”

A lanciare la provocazione è il candidato sindaco del centrodestra e consigliere regionale di Forza Italia Rodolfo Ziberna a seguito della notizia di una nuova struttura che a Gorizia ospiterà immigrati.

“Leggendo il comunicato della Prefettura – rileva Ziberna – viene spontaneo chiedersi: come mai la cooperativa sociale Acli di Cordenons (Pordenone) non compra edifici a Pordenone per ospitare migranti? Perché tutto il mondo viene ad acquistare a Gorizia? Questo è quanto mai sconcertante e viene seriamente il dubbio che più che di accoglienza si tratti di mero business economico”.

“Di fronte a questa situazione la giunta regionale di centrosinistra rimane immobile ed invece di lavorare per mantenere il numero degli immigrati sotto soglia e spalmati sul territorio, sta sovraccaricando sempre gli stessi Comuni. Suona come una beffa che proprio nel giorno in cui la presidente Serracchiani dice che i Comuni capoluogo dovrebbero essere alleggeriti dalla presenza di migranti, la Prefettura ne aggiunge altri a Gorizia”.

 “Gorizia ha già fatto la sua parte – conclude Ziberna – ora facciamo altrettanto anche gli altri Comuni per garantire davvero un’accoglienza diffusa”.

“L’aeroporto di Ronchi dei Legionari è l’unico in Italia con anomalie gestionali che riguardano il Piano Nazionale della Sicurezza (PNS): in base a quale legge la responsabile ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) per il Nord Est ha potuto derogare alla norma che prevede che tutti i servizi di sicurezza operanti in strutture aeroportuali debbano essere svolti da personale della società di gestione, con gli operatori di Polizia che continuano a svolgere mansioni non di competenza?”

A porre il quesito è il Vicepresidente del Gruppo Forza Italia in Consiglio Regionale Rodolfo Ziberna in un’interrogazione presentata alla presidente Serracchiani ed all’assessore regionale competente.

“Il PNS, che tra l'altro è stato emanato principalmente dall’ENAC, prendendo indirizzo dai piani di sicurezza internazionali – rileva Ziberna – prevede espressamente che tutti i servizi di sicurezza operanti in strutture aeroportuali o portuali debbano essere svolti da personale della società di gestione. Qualora le Società di gestione aeroportuale non siano in grado di provvedere (ed è il caso di Ronchi dei Legionari), i servizi di controllo di sicurezza sono affidati dall’ENAC, mediante procedure concorrenziali, a soggetti terzi”.

“Già in passato sono stati segnalati (anche tramite interrogazione) diversi disservizi e le risposte ottenute, coinvolgendo la Direzione dello scalo aereoportuale di Ronchi dei Legionari, erano state rassicuranti ed, anzi, avevano voluto minimizzare la situazione denunciata e richiamata”.

“Nonostante queste rassicurazioni, però – prosegue l’esponente di Forza Italia – la situazione è tutt’altro che tranquilla. Come evidenziano alcune organizzazioni sindacali, infatti, Ronchi è l’unico aeroporto in Italia dove gli operatori di Polizia continuano a svolgere mansioni non di competenza, alleviando così i costi di gestione, ma pregiudicando la sicurezza generale dell’aeroporto e le norme attuative che la dispongono”.

“Pare che la Dirigente il Posto di Polizia di Frontiera Aerea e Marittima abbia intenzione di porre freno a tutto questo, essendo soggetto competente in materia: a seguito del superamento di un corso è stata, infatti, recentemente nominata Ispettore ENAC Nazionale. Tutto questo, però, non sarebbe possibile, almeno in tempi brevi, in quanto è noto che per formare il personale, munirlo di decreto prefettizio e fargli svolgere tutti i corsi e le abilitazioni sono necessari almeno tre mesi, pur essendo scaduto il 1° gennaio scorso il termine della cosiddetta proroga”.

“Chiedo, quindi, alla giunta regionale – conclude Ziberna – qual è la reale situazione all’aeroporto di Ronchi dei legionari e se non considera opportuno svolgere un incontro con il personale con compiti di controllo e sorveglianza, compresi i rappresentanti sindacali delle Forza di Polizia e di Finanza presenti in loco”.

 

“Estendere l’orario di apertura degli sportelli per il rilascio delle esenzioni al ticket, al fine di evitare lunghe code ed intasamenti, dovuti in larga parte alla presenza di cittadini extracomunitari”.

E’ quanto chiede il Vicepresidente del Gruppo Forza Italia in Consiglio Regionale Rodolfo Ziberna che ha presentato un’interrogazione sul tema alla presidente Serracchiani ed all’assessore Telesca.

“Personalmente – rileva Ziberna – ho ricevuto diverse segnalazioni in merito al numero di persone, regolarmente in coda, presso gli sportelli per il rilascio delle esenzioni al ticket, in particolar modo di Trieste. In base a quanto mi è stato riferito, il più delle volte coloro che attendono il turno sono cittadini extracomunitari che richiedono tale esenzione per limiti di reddito e non per patologia”.

“Lo sportello di Via del Farneto di Trieste, ad esempio, prevede un’apertura delle ore 8.30 alle 11.30, ma molte volte, già la mattina presto si formano code interminabili anche prima dell’apertura ed il numero degli accessi non permette di esaurire tutte le richieste. La struttura di San Giacomo, invece, non accetta più di 50 richieste al giorno, mentre quella di Opicina è decentrata rispetto al centro città”.

“Tutte situazioni – prosegue l’esponente di Forza Italia – che non consentono alle persone anziane, o a malati con patologie anche gravi nostri connazionali di poter accedere allo sportello per le esenzioni con facilità ed in tempi rapidi”.

“Per questo chiedo alla giunta se sia informata di questa situazione che sia a Trieste che in altre città del FVG vede ultimamente molti cittadini extracomunitari in coda per ottenere l’esenzione al ticket e se intenda porvi rimedio, magari ampliando l’orario di apertura degli sportelli, o – conclude Ziberna – valutando l’apertura a fasce orarie differenziate, a seconda delle caratteristiche dell’esenzione: stato di famiglia, stato di necessità, malattie pregresse e preesistenti”.

“Secondo l’assessore regionale alla Salute Telesca il Pronto Soccorso di Gorizia è stato potenziato, i tempi di attesa non sono più critici, l’organico è stato incrementato per dare risposte più efficienti alle richieste dei pazienti. Peccato, però, che i fatti la smentiscano su tutta la linea”.

E’ quanto afferma il Vicepresidente del Gruppo Forza Italia in Consiglio Regionale Rodolfo Ziberna che ha presentato un’altra interrogazione sul tema alla presidente Serracchiani ed all’assessore Telesca. Lo stesso Ziberna aveva già depositato un’interrogazione a risposta immediata per denunciare la situazione critica del Pronto Soccorso di Gorizia, dove i pazienti, nonostante l’eroico prodigarsi del personale a disposizione, sono costretti ad attese lunghissime e molto spesso sono seguiti da personale che si sobbarca turni molto stressanti in evidenti situazioni di stress psicofisico.

“Proprio nell’ultima seduta del Consiglio Regionale – rileva Ziberna – l’assessore Telesca mi ha fornito una risposta del tutto insoddisfacente, affermando che al Pronto Soccorso di Gorizia non ci sono criticità e che, anzi, il reparto è stato potenziato. Peccato, però, che, invece, risulterebbe che ben 8 infermieri già in forza ed assunti negli ultimi anni presso il Pronto Soccorso di Gorizia, proprio in questi giorni, siano stati definitivamente trasferiti alla struttura della Centrale Operativa del 112 regionale di Palmanova. Questi infermieri hanno partecipato ad una selezione, nel dicembre 2016, per entrare a far parte dell’EGAS (Ente per la Gestione Accentrata dei Servizi condivisi) e dopo un corso, agli inizi di febbraio 2017, sono risultati vincitori dello stesso ed in questi giorni passeranno definitivamente alla Centrale Operativa del 112 di Palmanova”. 

“Ma non finisce qui, perché ulteriori 4 infermieri, attualmente assegnati alla centrale operativa di Gorizia, non essendo in possesso dei requisiti di abilità al servizio presso il Pronto Soccorso, pur essendo di supporto e grosso aiuto al personale infermieristico, saranno a breve trasferiti, in un luogo non ben definito ed ancora assegnato, ma lontano da Gorizia e dalla centrale operativa in cui prestavano servizio”.

“Delle due l’una: o l’assessore mi ha fornito una risposta senza informarsi bene su quanto sta effettivamente accadendo al Pronto Soccorso di Gorizia, o – prosegue l’esponente di Forza Italia – smentisca categoricamente che il personale ora assegnato ad EGAS, pur non risultando in servizio a Gorizia, viene richiamato (solo durante i fine settimana ed in orari notturni) per dare supporto al personale rimasto e per far apparire che la situazione del Pronto Soccorso sia normale ed invariata dal punto di vista del personale”.

“Smentisca anche che per sopperire alle assenze del personale trasferito in carico EGAS, anziché procedere a nuove assunzioni o ricollocare personale da altri Ospedali, si è preferito inviare, in caso di bisogno, personale infermieristico dall’Ospedale San Polo di Monfalcone in turno supplementare con compenso di 30 Euro l’ora lordo e – conclude Ziberna – che nell’ultimo mese, sempre per coprire il personale infermieristico mancante, sono stati invitati diversi infermieri del Pronto Soccorso di Gorizia a svolgere orari suppletivi straordinari, sempre in turno supplementare, anche a fronte di giorni di ferie che non potevano essere concesse”.

Quasi 16 milioni di euro in tre anni. È quanto costerà il servizio di accoglienza e assistenza dei richiedenti protezione internazionale a Gorizia e nel resto dell'Isontino. Lo prevede lo specifico bando di gara trasmesso alla Prefettura di Gorizia dall'Ufficio per le pubblicazioni dell'Unione Europea. “Gorizia è senza dubbio tra le città più accoglienti e solidali d’Italia – evidenzia il Consigliere regionale e candidato sindaco del centrodestra Rodolfo Ziberna - ma non è ammissibile che per l’accoglienza sul nostro territorio si spenda una cifra praticamente pari a quella che il Comune di Gorizia destina a tutti i servizi sociali per tutti i propri cittadini bisognosi? È indispensabile modificare la politica dell'accoglienza accelerando le pratiche per il riconoscimento e per il rimpatrio di coloro che non hanno diritto all'asilo. Persino l'Europa si è accorta che l'Italia effettua i rimpatri con grave ritardo e questo assorbe forti risorse. Quasi l’80 per cento dei profughi presenti a Gorizia arrivano dall’Austria o da altri paesi europei, non da paesi in guerra - insiste Ziberna e, quindi, non sono rifugiati ma emigranti economici o umanitari. "Vanno triplicate le commissioni territoriali per il riconoscimento dello status di rifugiato – continua Ziberna – è l’unica soluzione per snellire e velocizzare le procedure e non permettere che i costi diventino permanenti pesando ancor più sulle tasche dei contribuenti. A Gorizia la presenza degli immigrati è in gran numero ben superiore rispetto a quanto previsto dal piano regionale Torrenti – tuona Ziberna - oltre 400 presenze rispetto alle 90 massime previste dal piano regionale. Non è accettabile che in periodi di crisi come l’attuale si taglino servizi a livello sanitario e sociale mentre si continuino a sostenere spese milionarie  per i richiedenti. E non mi si venga a dire che si tratta di fondi europei perché è arcinoto che la componente europea è minima rispetto alle risorse italiane, che ai aggravano dei costi collegati".

Il bando riguarda un numero complessivo di circa 600 posti da distribuire sul territorio provinciale. Ai richiedenti asilo dovranno essere assicurati, oltre a vitto e alloggio, i servizi di mediazione linguistica, accoglienza materiale, inserimento lavorativo, inserimento sociale, accompagnamento legale, facilitazione della relazione e della comunicazione e tutela psico-socio-sanitaria"

"Fino a quando lo Stato e la Regione non apriranno gli occhi sarà difficile trovare una soluzione. Un problema divenuto ormai insostenibile, Gorizia si è fatta carico di una emergenza che la politica irresponsabile del governo regionale di sinistra ha preferito far finta di non vedere” – conclude Ziberna.

“E’ senza dubbio una grande opportunità quella che ci viene offerta dalla candidatura di Gorizia e Nova Gorica a capitale della cultura europea del 2025”, ha dichiarato il consigliere regionale di Forza Italia e candidato sindaco del Centro destra di Gorizia Rodolfo Ziberna.

“Diversi anni fa – ha aggiunto Ziberna - avevamo deciso insieme al sindaco Ettore Romoli di percorrere la strada di una candidatura europea di Gorizia, estesa a Nova Gorica, proprio per i grandi benefici che ne sarebbero derivati in termini di esposizione mediatica delle due città e pertanto di promozione del loro territorio, produzioni, cultura. Un territorio di frontiera martoriato dalla Grande guerra, ma ferito anche nella divisione tra est ed ovest dopo il secondo conflitto mondiale, che ha saputo rialzarsi grazie anche ad una cultura del dialogo. Nei dieci anni di governo della città di Romoli Gorizia e Nova Gorica hanno saputo parlare un’unica lingua, ma quella del pragmatismo, delle comuni necessità, del condiviso desiderio di crescita e di superare momenti bui, e non di quella propaganda di sinistra che nei fatti ha sacrificato le relazioni sull’altare della politica.”

“Senza dubbio – ha assicurato il candidato sindaco Ziberna – se sarò eletto Gorizia investirà anche su questa candidatura, apprezzando la volontà di collaborazione del sindaco di Nova Gorica Matej Arcon, per rafforzare le opportunità di condividere un percorso insieme, oggi nel Gect, con l’auspicio che domani possa essere nella zona franca speciale e nell’investitura a capitali della cultura europea.”

"Non basta erogare contributi una tantum alle neomamme per frenare il continuo calo delle nascite che in Italia hanno raggiunto il minimo storico, o prevedere il voto di genere per agevolare la presenza delle donne nella politica. Ciò che ci vuole è una nuova politica dei servizi che aiuti le donne a conciliare la famiglia con il lavoro e, contestualmente, a limitare le spese per la cura dei figli. Vi è la necessità di poter contare su maggiori periodi di post maternità, dedurre maggiori spese, beneficiare di servizi a tariffe agevolate".

E' quanto sostiene il consigliere regionale e candidato sindaco del Centro destra di Gorizia, Rodolfo Ziberna, in occasione della Festa della donna. "È lo Stato che dovrebbe attuare una politica adeguata a sostegno della famiglia ma anche dai Comuni può giungere qualche messaggio importante- evidenzia Ziberna- e se sarò sindaco intendo attivare uno specifico servizio presso lo sportello Urp, incentivare la collaborazione con l’associazionismo femminile (tra i quali SOS Rosa), attribuire una specifica delega consiliare per la condizione femminile con cui rielaborare i servizi, in particolare quelli inerenti i nidi e le materne, ma anche verificare la possibilità di attivarne di nuovi con tariffe agevolate, come il babysitteraggio per le emergenze. Inoltre, è mia intenzione attivare ogni risorsa possibile per incrementare il lavoro femminile sul territorio. Non solo mimose, quindi, per la festa della donna ma sostegno concreto da parte delle istituzioni"

“Promuovere e sostenere azioni di rilevazione, prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno del bullismo in tutte le sue diverse manifestazioni, compreso il cyberbullismo, al fine di tutelare la crescita educativa, sociale e psicologica dei minori, valorizzare il benessere tra pari e prevenire il rischio nell’età dell’infanzia e dell’adolescenza”.

E’ questo l’obiettivo della proposta di legge «Disciplina degli interventi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo» presentata dal consigliere regionale di Forza Italia Rodolfo Ziberna (primo firmatario) e sottoscritta anche dai colleghi Roberto Novelli, Riccardo Riccardi, Elio De Anna, Bruno Marini e Mara Piccin. Il testo è stato presentato oggi in VI Commissione Consiliare.

“Anche nella nostra regione – rileva Ziberna – il fenomeno del bullismo ha assunto dimensioni che non possiamo non definire preoccupanti. Secondo gli ultimi dati ISTAT nel 2014 il fenomeno in Italia ha interessato più del 50% degli 11-17enni che hanno subito qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi o ragazzi nei 12 mesi precedenti. Ulteriori dati vengono forniti da una recente indagine di Sos Il Telefono Azzurro Onlus e DoxaKids, secondo la quale in Italia 1 adolescente su 5 è vittima fisicamente di bullismo, in quasi l’80% dei casi a scuola, mentre 1 su 10 lo subisce online e sui Social Network. Il 10% delle vittime tenta il suicidio ed il 30% arriva ad atti di autolesionismo. Solo 1 bambino su 5, però, informa un adulto di esserne vittima”.

“Molti esperti del settore – prosegue l’esponente di Forza Italia – concordano sul fatto che, verificati e possibilmente adeguatamente informati da chi può avere subito situazioni di vessazione, serve immediatamente agire per prevenire il fenomeno. E questi interventi di prevenzione devono coinvolgere la famiglia, la comunità scolastica e le istituzioni presenti sul territorio”.

“La proposta di legge che abbiamo presentato prevede come primo obiettivo proprio quello di cercare di avvicinare i tre mondi di più frequente azione di atti di bullismo: i ragazzi, la famiglia e la scuola. Un tanto al fine di accorciare le distanze che si generano e che sono al culmine della catena del disagio giovanile. Concretamente si prevede che la Regione sostenga e finanzi programmi per valorizzare le diversità e contrastare tutte le discriminazioni, tutelare l’integrità psico-fisica dei bambini e degli adolescenti, diffondere la cultura della legalità, l’utilizzo consapevole degli strumenti informativi e della rete, soprattutto in ambiente scolastico. Tali programmi sono rivolti sia alle vittime che agli autori di atti bullismo, alle loro famiglie, al personale scolastico ed agli educatori in generale. Si prevede, inoltre, che la Regione sostenga le spese legali per le vittime di atti di bullismo nei procedimenti giudiziari (fermo restando il limite di reddito previsto per il gratuito patrocinio) e che promuova, di concerto con l’Ufficio Scolastico Regionale e le PA del FVG, la destinazione degli studenti che si rendano responsabili di gravi azioni di violenza, unitamente o in alternativa alla sospensione, ai lavori socialmente utili”.

“Oltretutto – conclude Ziberna – si istituisce l’Osservatorio regionale sul bullismo presso la Direzione centrale della Salute, Integrazione Sociosanitaria e Politiche Sociali con lo scopo di creare una sinergia tra tutti gli attori che sul territorio possono contribuire a prevenire, gestire e contrastare il fenomeno del bullismo ed individuare percorsi di istruzione e di educazione di ogni forma di bullismo e di disagio scolastico”.

 

 

“Dopo migliaia di Euro spesi dalla Provincia di Gorizia per la ristrutturazione del Ponte Cucchini (risultata inadeguata, visto che non è percorribile per mezzi superiori alle 15 tonnellate), ora la Regione ha annunciato che spenderà un milione di Euro per un nuovo intervento: quali sono le migliorie previste da questa ulteriore ristrutturazione? Ed ancora, la giunta non ritiene che nell’opera costruita dalla Provincia di Gorizia (ed inaugurata meno un anno fa!) vi sia stata quantomeno un’incredibile e censurabile leggerezza nell’uso di denaro pubblico?”

A porre i quesiti è il Vicepresidente del Gruppo Forza Italia Rodolfo Ziberna che ha presentato un’interrogazione sul tema alla presidente Serracchiani ed all’assessore Santoro.

“La realizzazione del Ponte Cucchini – rileva Ziberna – si è resa necessaria per mettere in sicurezza la struttura. Il piccolo ponte era molto utilizzato anche dagli agricoltori ma, considerata la dimensione ed il peso dei moderni mezzi agricoli, soprattutto a pieno carico, la Provincia ne aveva stabilito il divieto di passaggio a fronte di lunghe deviazioni alternative. Per effettuare queste deviazioni, però, i mezzi agricoli dovevano percorrere anche lunghi tratti della provinciale rallentando il traffico automobilistico verso la città di Grado e le sue spiagge. Ovviamente tale chiusura è stata una vera e propria mazzata per le attività economiche della zona, fino ad arrivare anche alla chiusura del vicino Ristorante Albergo Al Ponte”.

“L’opera di ristrutturazione, inaugurata il 4 marzo 2016, è stata finanziata interamente dalla Provincia di Gorizia, ma ha presentato fin da subito evidenti problemi, visto che il ponte non è percorribile per mezzi superiori alle 15 tonnellate (peso massimo di carico) e, pertanto, diversi mezzi agricoli e non, mezzi dei vigili del fuoco, o anche semplici camper, non possono attraversarlo”.

“Oggi apprendiamo dalla stampa – prosegue l’esponente di Forza Italia – che l’assessore Santoro in un incontro organizzato e partecipato soltanto da esponenti del centrosinistra (presenti il capogruppo in Consiglio Regionale Diego Moretti, il presidente della II Commissione Consiliare Alessio Gratton ed il segretario provinciale del Pd di Gorizia Marco Rossi) ha annunciato lo stanziamento di un milione di Euro per un nuovo intervento, questa volta interamente finanziato dalla Regione”.

“Viene, quindi, spontaneo chiedersi, quali sono migliorie apportate dalla nuova ristrutturazione e quanti soldi della collettività sono stati spesi in tutto. Vista poi l’abitudine di annunciare la realizzazione di importanti opere pubbliche che dovrebbero riguardare tutta la collettività in comitati ristretti del proprio partito – conclude Ziberna – la giunta ha anche intenzione di convocare una riunione aperta a tutti i cittadini? Sarebbe l’occasione giusta per illustrare anche le ragioni dell’errore commesso con la costruzione di un ponte che meno di un anno dopo la sua inaugurazione dovrà (con ogni probabilità) essere abbattuto per poterlo interamente ricostruire spendendo ancora un milione di Euro”.

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