Consigliere Regionale del Friuli Venezia Giulia

Vice Presidente del Gruppo Consiliare "Il Popolo della Libertà-FORZA ITALIA"

Vice Presidente della V Commissione permanente

L’Aas2 riceve dalla Fondazione CaRiGo un broncoscopio per l’ospedale di Gorizia ma lo colloca a Monfalcone, e per giunta negando alla stampa di averlo fatto. Lo si scopre solo a seguito di una richiesta di accesso agli atti.

29 Febbraio 2016
Pubblicato in Comunicati stampa

Alcune settimane fa il sindaco di Gorizia Ettore Romoli, nel rispondere ad una interrogazione consiliare, aveva denunciato lo smantellamento della Pneumologia di Gorizia a beneficio dell’ospedale di Monfalcone, sostenendo che erano in fase di trasferimento anche alcuni impianti tecnologici.

Subito il Direttore Generale Giovanni Pilati smentisce il sindaco affermando alla stampa che «il Servizio di Pneumologia attualmente erogato al San Giovanni di Dio viene mantenuto con le stesse identiche attività e funzioni garantite in precedenza…» e se la prende con «gli ingiustificati allarmismi su chiusure di servizi nella sede di Gorizia… Desidero inoltre sottolineare che queste continue notizie non veritiere sulla disattivazione di servizi assistenziali creano incertezza nel personale e timore tra i cittadini, che possono riflettersi in una riduzione del ricorso dei nostri cittadini residenti ai servizi dell’Aas, in particolare, quelli offerti a Gorizia».

Un mia abitudine, evidentemente pessima per la Giunta Serracchiani e le sue articolazioni periferiche, è quella di andare a cercare i documenti e di leggerli con attenzione. Per questa ragione il 5 febbraio ho presentato una richiesta di accesso agli atti, nella mia veste di consigliere regionale, per avere gli atti relativi il broncoscopio donato dalla Fondazione CaRiGo a Gorizia.

E da questi atti sono venuto a scoprire ciò che l’Aas2 sino ad oggi negava, ovvero di aver collocato presso l’ospedale di Monfalcone un apparecchio acquistato dalla Fondazione CaRiGo espressamente per l’ospedale di Gorizia e per giunta negando di averlo fatto!

L’8 settembre scorso, con nota nr. 2/1434, la Fondazione CaRiGo comunicava all’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 2 “Bassa Friulana-Isontina” di aver deliberato l’acquisto di un Videobroncoscopio da donare alla medesima azienda, finalizzato al potenziamento della Broncologia dell’Ospedale di Gorizia. Precisamente aveva affermato «Si stanno già portando i macchinari in dotazione al San Polo, compreso un broncoscopio che era stato donato dalla Fondazione Carigo e che deve essere ancora inaugurato».

L’Aas2 con decreto nr. 607 del Direttore Generale, dott. Giovanni Pilati, recante per oggetto “Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Accettazione della donazione di n. 1 videobroncoscopio operatorio a favore della SOC di Pneumologia del P.O. di Gorizia-Monfalcone – Sede di Monfalcone” il 19 novembre successivo accettava “la donazione effettuata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, da destinare alla SOS di Pneumologia, del PO Gorizia Monfalcone sede di Monfalcone

Solo dopo la mia richiesta di accesso agli atti del 5 febbraio, l’Aas2 con decreto nr 67 del 10.02.2016 corregge il citato decreto 607 con cui aveva accettato il videobroncoscopio, affermando che “ è stato ritenuto opportuno comunque destinare l’attrezzatura biomedicale alla sede di Monfalcone …Per i motivi esposti nella premessa, che qui integralmente, si richiamano:

1. di precisare che la nota della Fondazione CA.RI.GO. del 8/10/2015 prevedeva la destinazione dell’attrezzatura biomedicale alla “ Broncologia dell’Ospedale di Gorizia” anziché, come erroneamente riportato nel decreto, al “ P.O. di Gorizia/Monfalcone, Sede di Monfalcone” ;

2. di confermare, per le motivazioni espresse in premessa che qui si intendono integralmente riportate, la destinazione dell’attrezzatura presso la sede di Monfalcone essendo l’attività, nell’ambito della SOS di Pneumologia che svolge la funzione per tutta l’Azienda, strettamente collegata con l’attività del C.R.U.A. di Monfalcone.”

Insomma non solo disattendono le richieste dell’ente donatore, ma addirittura negano alla stampa di averlo fatto!

Questo gravissimo atteggiamento getta ombre assai preoccupanti sulla gestione della sanità isontina, sul suo destino di essere smantellata a beneficio di altre aree della regione. Ma va ad inficiare anche quel necessario rapporto di fiducia che il territorio dovrebbe avere con la dirigenza della Azienda.

Aggiungo che le preoccupazioni dei goriziani non sono affatto facili allarmismi, perché le carenze d’organico particolarmente acute in Ortopedia ed in Cardiologia rimangono inalterate. In particolare in quest’ultima il primario può contare soltanto su 7 unità di organico, contro le 9 previste. Nel reparto di nefrologia oltre all’emodialisi sono rimasti soltanto alcuni posti letto in area medica. L’emodialisi, a breve attivata a Gorizia, secondo indicazioni della Giunta regionale dovrebbe prevedere che il paziente debba essere stabilizzato non nel nosocomio di Gorizia ma in quelli di Trieste o Udine.

Sempre più forti sono i rumors di vere e proprie occupazioni di posizioni apicali, sino ad oggi ricoperti da goriziani, da parte dello staff di Palmanova, alla faccia delle assicurazioni fornite dal duo Serracchiani-Telesca, a cominciare dal direttore sanitario. Insomma l’occupazione continua.

Iscriviti alla newsletter

JoomShaper