Consigliere Regionale del Friuli Venezia Giulia

Vice Presidente del Gruppo Consiliare "Il Popolo della Libertà-FORZA ITALIA"

Vice Presidente della V Commissione permanente

La Giunta Serracchiani continua a mettere in POCA “INsicurezza” il territorio isontino e regionale per fare cassa sulla pelle dei cittadini.

06 Giugno 2016
Pubblicato in Comunicati stampa

“Il primario del Servizio 118 dell’Aas2 Bassa Friulana-Isontina, dott. Alfredo Barillari, ha reso noto che da sabato prossimo scatterà un’ulteriore riduzione del servizio del pronto soccorso nell’Isontino, riducendo il servizio dell’automedica da due ad una anche di giorno, non soltanto di notte, come avviene dal 21 marzo scorso, per giunta con base a Gradisca, dove il medico non potrà essere utilizzato durante l’inattività poiché manca un pronto soccorso. In particolare il primario ha affermato che “Considerando l’evento massimale, sotto il profilo dell’emergenza, cioè l’infarto, le percentuali di recupero dei pazienti presi in carico non si discosta per territorio ed è sempre pari a circa il 10 per cento”. Ciò significa che su cento persone colpite da un disturbo acuto al cuore, statisticamente dieci riescono ad arrivare all’ospedale, denuncia il vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Rodolfo Ziberna.

Anche la Bassa Friulana, e pertanto i nosocomi di Palmanova e Latisana – ha aggiunto Ziberna -saranno sottoposti alla medesima “messa in INsicurezza” dei cittadini, che si vedranno privati di un’automedica con evidenti rischi per la loro sicurezza ed incolumità. Non posso che condannare senza se e senza ma il continuo smantellamento della sicurezza sanitaria dei cittadini dell’Isontino e più in generale dell’AAS2 e della Friuli Venezia Giulia. Tutto ciò stia avvenendo nel momento in cui maggiore è la necessità di personale medico, alla quale questa giunta non intende dare risposta, come peraltro a fronte della mancata sostituzione di oltre 800 infermieri questa Giunta ha ritenuto di assumerne a breve meno di duecento, creando consapevolmente gravi disservizi e disagi tra i cittadini verso i quali questa Giunta dimostra totale indifferenza.”

Gli standard indicati dal decreto ministeriale 70 del 2015 – fa rilevare Rodolfo Ziberna - prevede un mezzo di soccorso avanzato ogni 60mila abitanti e massimo ogni 350 kmq, con un correttivo per le zone montane e svantaggiate, non viene assolutamente e colpevolmente rispettato nel Friuli Venezia Giulia dove, secondo il nuovo Piano, saranno uno ogni 1.309 kmq, uno ogni 205.800 abitanti, appunto assai lontano dagli standard previsti a livello ministeriale. Pertanto l’Isontino dovrebbe disporre almeno di due automediche, altrettante nel resto dell’Aas2 e 20 in tutta la regione. Considerato che la spesa sanitaria regionale la paghiamo direttamente noi cittadini non si capisce come mai in altre regioni ordinarie, in cui la spesa sanitaria è nazionale, le misure prese per i piani di emergenza si avvicinino di più allo standard richiesto dal ministero rispetto al Friuli Venezia Giulia. A titolo meramente esemplificativo nelle Marche (ma analoghi dati anche in Toscana e nell’Emilia Romagna) i mezzi di soccorso avanzato sono 1 ogni 303 kmq, ovvero 1 ogni 50.600 abitanti. “

“Per questa ragione – annuncia Rodolfo Ziberna – ho rivolto una interrogazione alla presidente della regione Debora Serracchiani ed all’assessore regionale Maria Sandra Telesca al fine di sapere per quale ragione esse ritengano che gli standard di sicurezza vigenti in Italia non si debbano applicare nella nostra regione perché ritengono questo Governo nazionale assolutamente inefficiente e non affidabile o perché ritengano che non valga la pena investire nella sicurezza e nella salute dei cittadini del Friuli Venezia Giulia ritenendo la vita e la salute non un valore ma un optional. Inoltre intendo sapere per quale ragione, considerato che il primario del servizio 118, dott. Barillari, ha ammesso che “in caso di infarto su cento persone colpite da un disturbo acuto al cuore, statisticamente dieci riescono ad arrivare all’ospedale” non si disponga di aumentare immediatamente il numero di ambulanze e di automediche su tutto il territorio regionale;

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