Consigliere Regionale del Friuli Venezia Giulia

Vice Presidente del Gruppo Consiliare "Il Popolo della Libertà-FORZA ITALIA"

Vice Presidente della V Commissione permanente

Il neo eletto consigliere regionale del Popolo della Libertà di Gorizia, Rodolfo Ziberna, trascorsi soli pochi minuti dal giuramento, ha presentato la sua prima interrogazione consiliare alla Presidente Serracchiani, al fine di scongiurare il trasferimento da Gorizia della Brigata Pozzuolo del Friuli. Ziberna ha rammentato come Gorizia e la sua provincia abbiano già pagato lo smantellamento della presenza delle forze armate. Prova ne sono la sequenza di caserme vuote che entro breve tempo si ripiegheranno su se stesse. Nell’ambito di una rimodulazione dell’Esercito sul territorio lo Stato Maggiore ha deciso di spostare la Brigata Pozzuolo
del Friulida Gorizia a Bologna, chiudendo le tre residue caserme diGorizia dell’Esercito dopo milioni di euro di investimento nei soli ultimi anni.

La Brigata Pozzuolo – ha ricordato Ziberna - che a Gorizia rappresenta oltre 600 militari, che con le rispettive famiglie superano le 1.500 persone, rappresenta anche l’1% del PIL della provincia isontina ed il 6% per la città di Gorizia. L’intervento del presidente Tondo all’epoca era stato vano a causa della mancanza di un interlocutore politico, che oggi invece si è insediato al Ministro e con il quale Ziberna invita la presidente Serracchiani ad incontrarsi urgentemente. Ziberna ha anche ricordato alla Serracchiani di aver partecipato ad una grande manifestazione di piazza alcuni mesi fa a Gorizia in difesa della Brigata, alla quale parteciparono
tutti i sindaci dell’Isontino ed il presidente della Provincia.

Per la città – ha osservato Ziberna - è un danno non solo d’immagine, venendo a mancare  un’importante riferimento Istituzionale, soprattutto nel momento in cui ci si appresta a commemorare, con importanti manifestazioni, gli accadimenti della Grande Guerra.

“E’ opportuno sapere, in merito ai punti nascite di Gorizia e Monfalcone, se la presidente della
Regione e l’assessore alla Sanità intendano promuovere una più opportuna integrazione del
reparto del San Polo di Monfalcone con il reparto del San Giovanni di Dio di Gorizia piuttosto
che con il Burlo Garofolo, considerato che entrambe sono dotate di sala operatoria e che
sommando le rispettive nascite si supera la soglia delle 500 nascite l’anno.”
Ad interpellare la presidente della Regione e l’assessore competente è il vice presidente del
Gruppo Pdl in Consiglio Regionale FVG, Rodolfo Ziberna.
“La Giunta Regionale – continua Ziberna – dovrebbe anche promuovere un’azione
parlamentare attraverso la conferenza Stato-Regioni per superare il parametro delle
cinquecento nascite all’anno in considerazione del fatto che la sicurezza deriva non già dal
numero di nascite annue ma dalla qualità della struttura ospedaliera, e prova ne è il punto
nascite di Gorizia che, pur con meno di 500 nascite, è in assoluto tra i punti nascite più sicuri
in Italia, olre che in regione”.
“Contestualmente ed in attesa della ridefinizione dei parametri, l’assessore alla Sanità, Telesca
potrebbe sostenere l’offerta di un polo nascite nell’ambito del Gect tra i nosocomi di Gorizia e
Nova Gorica, con la struttura isontina punto di riferimento per una parte del percorso nascite,
come il pre e post parto”.
“Da rivedere – precisa Ziberna – non è se chiudere o meno un punto nascite ma è la
rimodulazione di tutto il percorso. Su 100 parti, infatti, solo il 30% ha bisogno di una sala
operatoria, mentre il 70% segue un iter assolutamente naturale e non a rischio, che deve
essere anzi sostenuto”.
“Tutto ciò – conclude Ziberna – eviterebbe l’inutile chiusura dei punti nascite di Gorizia e
Monfalcone e non verrebbero messi a rischio i prossimi parti, costringendo le partorienti alla
preventiva degenza ospedaliera; costosa, non agevole e incompatibile con le possibilità del
nostro sistema sanitario ed in tal modo si potrebbe rispettare le assicurazioni fornite dalla
presidente Serracchiani di “partire dalle esigenze degli utenti”.

“La Giunta regionale intervenga presso la Commissione Europea e proceda davanti la Corte di
giustizia per porre fine all’applicazione da parte dell’Austria della Normverbrauchsabgabe
(NoVa), un dazio che altera la concorrenza rendendo assolutamente non competitivo l’acquisto
di vetture fuori dai confini austriaci e altera il principio della libera circolazione delle merci e
della concorrenza all’interno dell’UE”.
A chiederlo in un’interrogazione alla presidente della Giunta regionale del FVG e all’assessore
competente è il vice capogruppo del Pdl in Consiglio Regionale, Rodolfo Ziberna.
“La stessa Commissione Europea ha già contestato la scorretta applicazione di questa tassa ai
sensi della omogeneizzazione delle modalità di applicazione dell’IVA, ma non ha trattato
l’aspetto di effetto equivalente ad un dazio e della turbativa alla concorrenza”.
“Tale imposta NoVa – puntualizza Ziberna – è causa di significativi danni economici alle
concessionarie di autoveicoli italiane ed in particolare del Friuli Venezia Giulia che si trovano, di
fatto, a dover subire una concorrenza sleale dovuta ad una tassa in palese contrasto con la
libera concorrenza e la libera circolazione delle merci all’interno dell’UE”.
“La NoVa, mascherata come tassa ecologica sui consumi, può raggiungere anche il 16% del
valore dell’automezzo, ed è applicata anche a cittadini dell’UE che hanno una seconda casa in
Austria se non dimostrano che l’autovettura non è prevalentemente utilizzata in Austria. Una
vera e propria inversione dell’onere della prova inaccettabile”.
“Si chiede quindi un tempestivo intervento della Regione – conclude Ziberna – al fine di far
cessare questo balzello, peraltro già contestato dall’Europa, che sta creando non pochi danni
economici ad un settore produttivo già fortemente penalizzato dalla crisi”.
Alla presente si allega l’interrogazione.

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