Consigliere Regionale del Friuli Venezia Giulia

Vice Presidente del Gruppo Consiliare "Il Popolo della Libertà-FORZA ITALIA"

Vice Presidente della V Commissione permanente

“Adottare tutte le misure idonee al rafforzamento del sistema di controllo, di identificazione e della sicurezza che vietino l’uso di caschi protettivi, passamontagna, veli, indumenti, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona per l’accesso agli edifici di proprietà o in uso dell’amministrazione regionale, nonché di tutti gli Enti Pubblici vigilati, le Società partecipate e gli enti di diritto privato in controllo pubblico facenti capo alla Regione”.

E’ quanto chiedono i consiglieri regionali di Forza Italia Rodolfo Ziberna (primo firmatario), Roberto Novelli, Riccardo Riccardi, Elio De Anna e Bruno Marini in una mozione presentata alla giunta regionale.

“I gravi episodi di terrorismo che hanno scosso l’Europa nei mesi scorsi e le grandi ed incontrollate ondate migratorie – rileva Ziberna – hanno indotto molti Paesi a rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza, in particolare per quanto riguarda i presidi strategici, al fine di garantire il più possibile l’incolumità dei cittadini. Anche in Italia ed in FVG vi sono aree soggette a possibile attacco, tra cui le strutture pubbliche regionali, relativamente alle quali occorre elevare gli standard di sicurezza interni, onde fornire maggiori garanzie ai dipendenti, agli operatori ed agli utenti esterni”.

“E’ necessario, quindi, provvedere al rafforzamento delle misure di accesso e permanenza nelle sedi dell’amministrazione regionale e delle pertinenze anche istituendo un divieto di accesso e permanenza nelle sedi istituzionali da parte di chi occulti i propri connotati fisici e ne impedisca, così, l’identificazione, compreso chi porta il velo integrale (niqab) per motivi religiosi che non possono rappresentare giustificati motivi di eccezione”.

“In questo senso – prosegue l’esponente di Forza Italia – la legge italiana parla chiaro: l’articolo 85 del Regio Decreto 773/1931 stabilisce il divieto di comparire mascherati in luogo pubblico. L’articolo 5 della Legge 152/1975 prevede, inoltre, il divieto dell’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo”.

“Anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con sentenza ha dato ragione allo Stato francese, rigettando il ricorso di una sua cittadina contro la legge statale che vieta l’uso di indumenti che celino il volto, affermando che essa non viola il diritto alla libertà di religione, né quello al rispetto della vita privata”.

“Sarebbe, quindi, necessario – aggiunge Ziberna – che la giunta adeguasse il Regolamento sulle modalità di accesso e permanenza nelle sedi istituzionali dell’amministrazione regionale, delle partecipate della Regione, delle sedi delle Aziende Sanitarie, vietando l’accesso a chiunque si presenti con il viso coperto”.

“L’uso del burkini – conclude Ziberna –divenuto un improvviso tormentone estivo, a mio avviso va affrontato nella completezza di questo uso, da cosa deriva, di cosa è espressione. A mio personale parere se una donna per proprio radicato convincimento, certamente frutto di vissuti e culture diverse dalle nostre, si sente a disagio nell’esporsi senza questo indumento non vedo la ragione per cui vietarglielo, salvo non dovesse corrispondere a esigenze del posto (ad esempio igieniche in una piscina dove l’immersione con particolari tessuti dovesse arrecare nocumento, ecc.).Nel caso in cui, invece, il burkini non sia condiviso dalla donna, dovremmo considerarne l’uso come una declinazione della violenza quotidiana alla quale la cultura islamica sottopone la donna e pertanto quella sinistra che oggi si erge a paladina dell’uso del burkini in realtà difende in tal modo una cultura maschilista che sottopone la donna a violenze, soprusi ed umiliazioni.”

“Destinare adeguate risorse alle scuole che promuovono iniziative come Apprendisti Ciceroni® e La scuola adotta un monumento® che hanno il pregio, oltre che di avvicinare alla conoscenza del nostro patrimonio artistico centinaia di studenti ogni anno, unitamente ai loro amici e genitori, anche di far conoscere le bellezze artistiche a tutta la popolazione del FVG”.

E’ quanto chiedono i consiglieri regionali di Forza Italia Rodolfo Ziberna (primo firmatario), Riccardo Riccardi e Roberto Novelli in una mozione presentata alla giunta regionale.

“Nel 1996 – rileva Ziberna – in Italia è nato in seno al FAI Apprendisti Ciceroni®, progetto di formazione cresciuto negli anni, fino ad arrivare a coinvolgere oltre 35.000 studenti delle scuole di ogni ordine e grado con il quale i ragazzi regalano, di fatto, il proprio tempo libero in un’esperienza di cittadinanza attiva: un’occasione di apprendimento che si sviluppa in classe e sul territorio, con momenti di ricerca e di esplorazione dentro e fuori la scuola. Le finalità del progetto sono, infatti, quelle di sensibilizzare i giovani alla presa in carico del patrimonio culturale, storico e artistico, ampliare la consapevolezza intorno alle tematiche legate alla gestione di un Bene d’Arte e integrare conoscenze teoriche con un’esperienza pratica altamente formativa. Grazie alla collaborazione delle Delegazioni FAI (gruppi di volontari attivi sul territorio) gli studenti hanno l’occasione di studiare un bene d’arte o natura del loro territorio e di fare da Ciceroni illustrandolo a un pubblico di adulti o di coetanei”.

“Un progetto che ha avuto particolare successo nella nostra regione, dove, in proporzione l’impegno profuso è stato maggiore, tanto che è stato preso come modello da imitare. Solo nel 2015 in FVG sono state coinvolte le città di: Cividale (UD) promuovendone dal 16 al 20 novembre scorsi il perimetro esterno delle mura medievali; Gorizia con la promozione della mostra Soldati.Quando la storia si racconta con le caserme - Mostra storico-fotografica presso l'ottocentesco Palazzo della Torre, dal 16 al 18 novembre 2015; Pordenone con la promozione e visita di Palazzo Ricchieri dal 18 al 20 novembre; Trieste con la promozione e visita di Porto Vecchio dal 18 al 20 novembre”.

“Un altro progetto degno di nota – prosegue l’esponente di Forza Italia – è La scuola adotta un monumento® che punta letteralmente ad adottare un monumento: «non solo conoscerlo ma anche prenderlo sotto tutela spirituale e dunque sottrarlo all'oblio e al degrado, averne cura, tutelarne la conservazione, diffonderne la conoscenza, promuoverne la valorizzazione». Per quanto riguarda il FVG il monumento adottato a Trieste è stato il Teatro Romano, grazie alla fattiva collaborazione di ben 425 studenti e 36 docenti”.

“Vista l’importanza che rivestono questi progetti sia per l’istruzione degli studenti che della conservazione e conoscenza del nostro patrimonio artistico – conclude Ziberna – ritengo sia necessario che la Regione si attivi a valorizzarli e sostenerli con adeguate risorse economiche”.

 

Il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, in riferimento al peso movimentabile dai lavoratori, fa riferimento alle norme tecniche ISO della famiglia 11228 e alla Uni EN 1005-2 da cui si desume che gli attuali limiti massimi consentiti sono: di 25 kg per i maschi dai 18 ai 45 anni, di 20 kg per le femmine dai 18 ai 45 anni, di 20 kg per i maschi fino ai 18 e dopo i 45 anni e di 15 kg per le femmine fino ai 18 e dopo i 45 anni. Del resto già la normativa della 626 del ’94 imponeva in 30 kg i limiti massimi di pesi sollevabili dai lavoratori.

Il peso medio della popolazione italiana è di 74 kg. per gli uomini e 59 kg. per le donne. In entrambi i casi quindi, a norma di legge servirebbero per sollevare un paziente maschio almeno 3 uomini di età tra i 18 e i 45 anni, oppure 4 donne sempre tra i 18 e i 45 anni, oppure 4 uomini di età superiore ai 45, oppure 5 donne di età superiore ai 45 anni. Queste sono le norme di legge da rispettare e far rispettare.

Tale normativa, pur essendo relativamente recente, in ambito sanitario non verrebbe rispettata anche alla luce delle dotazioni standard di personale addetto ai reparti di degenza dove la media di presenze di operatori è tra le due ed una unità nei turni notturni e pomeridiani. Ciò significa che per 18 ore su 24 per 365 gg. l’anno, gli infermieri e gli operatori di supporto lavorano in condizioni in cui non verrebbero rispettate le normative sulla sicurezza nella movimentazione dei carichi, esponendoli così a seri e ripetuti episodi di rischio di patologie del rachide.

Nelle ambulanze, siano esse aziendali o meno, operanti sul territorio risulterebbe che solo in alcuni turni l’equipaggio sia composto da tre persone, due autisti soccorritori e un infermiere professionale. Nella stragrande maggioranza dei turni solo con due persone un autista e un infermiere.

E’ ora di finirla che questa Giunta faccia cassa sulla pelle dei cittadini e su quella dei suoi dipendenti, medici, infermieri ed oss, sfruttati all’inverosimile, con evidenti rischi anche sulla salute dei degenti. Risulterebbe in forte aumento, infatti, il dato registrato negli ultimi anni relativo alle patologie del rachide proprio a causa dell’eccesso di peso cui sono costretti gli operatori a movimentare nella colpevole indifferenza di questa Giunta regionale.

Per questa ragione ho rivolto una interrogazione alla presidente ed all’assessore competente al fine di sapere se ritengano che la legge debba essere rispettata nelle strutture sanitarie e sulle ambulanze, quanti siano i casi di dipendenti del sistema sanitario regionale, o convenzionati, che hanno contratto patologie riconducibili al mancato rispetto dei limiti di movimentazione di peso e quanto ciò costi in termini sociali ed economici alla comunità regionale e nazionale ed infine se non ritengano che sia oltremodo urgente assumere un maggior numero di infermieri ed Oss anche per migliorare le condizioni di salute dei dipendenti delle aziende ed ospedali.

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