Consigliere Regionale del Friuli Venezia Giulia

Vice Presidente del Gruppo Consiliare "Il Popolo della Libertà-FORZA ITALIA"

Vice Presidente della V Commissione permanente

“Il reparto di Urologia di Gorizia perde pezzi. Cosa intende fare la giunta Serracchiani: assecondare la storia e la vocazione del reparto stesso investendo in termini di risorse umane, o, come per gli altri servizi sanitari di Gorizia e dell’Isontino, ne ha già decretato la morte per soffocamento?”

A porre il quesito è il Vicepresidente del Gruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Rodolfo Ziberna che ha presentato un’interrogazione sul tema alla presidente Serracchiani ed all’assessore regionale alla Salute Telesca.

“Da un articolo apparso sulla stampa il 9 ottobre scorso – rileva Ziberna – si apprende che dopo la partenza del dottor Rolando Bertè, il reparto di Urologia del San Giovanni di Dio di Gorizia perde un altro pezzo pregiato, il dottor Massimo Capone, specializzato in Andrologia. Una perdita che va ulteriormente ad impoverire un reparto che si ritrova ormai in carenza di risorse umane, anche perché secondo le nuove prescrizioni, i medici urologi che effettuano la pronta disponibilità nelle ore notturne, devono osservare poi 11 ore minime consecutive di riposo fra un turno e l’altro, rischiando di lasciare la struttura a corto di personale la mattina”.

“Un vero peccato, in quanto il reparto di Urologia del San Giovanni di Dio di Gorizia è considerato, ad oggi, una vera e propria eccellenza non soltanto nell’ambito della nostra regione, ma perlomeno nel Nord Italia. Senza dubbio, quindi, una struttura sulla quale la giunta regionale dovrebbe investire, anche perché le patologie curate sono di particolare interesse per la popolazione in età più avanzata che caratterizza soprattutto la Venezia Giulia”.

“Cosa hanno fatto la giunta regionale e la Direzione dell’AAS 2 – chiede l’esponente di Forza Italia – per sostituire il personale medico che si è allontanato dal reparto di Urologia? Sono già state avviate le pratiche per sostituire tempestivamente il dottor Capone?”

“O – conclude Ziberna – si intende trattare l’ospedale di Gorizia come la solita Cenerentola regionale, avviando con estrema calma le procedure di selezione dei nuovi dirigenti medici?” 

“Approfondire le ragioni per le quali il Comune di Forni di Sopra, in costanza di contratto d’appalto per l’esecuzione dei lavori di una sala polivalente, ha continuato a pagare il Consorzio affidatario UNIFICA già CIPEA di Bologna in assenza delle quietanze delle fatture dei subappaltatori richieste per legge e riportate in contratto d’appalto”.

A chiederlo è il Vicepresidente del Gruppo Forza Italia in Consiglio Regionale Rodolfo Ziberna che ha presentato un’interrogazione sul tema alla presidente Serracchiani ed all’assessore regionale competente.

“Con una deliberazione dell’8 marzo 2016 – rileva Ziberna – la giunta comunale di Forni di Sopra ha approvato un progetto esecutivo dei lavori per la realizzazione di una sala polivalente. I lavori sono stati aggiudicati al Consorzio UNIFICA già C.I.P.E.A. con sede legale a Bologna, il quale, in sede di offerta, dichiarava di concorrere per la consorziata MAREX S.r.l. con sede in Villa Vicentina. A sua volta la società consorziata MAREX S.r.l., affidataria dei lavori, ha chiesto l’autorizzazione alla P.A. per il subappalto dei lavori relativi all’esecuzione impianti elettrici e termici a favore della società ELETTROCASA di Villa Santina, autorizzazione che veniva concessa dall’appaltante”.

“Nel frattempo MAREX S.r.l. è fallita ed UNIFICA ha riassegnato i lavori alla C.M.R. (Cooperativa Muratori Riuniti) che, a sua volta, il 23 giugno 2009 ha sottoscritto un contratto di subappalto con la società ELETTROCASA di Pellizzari & C. S.n.c. per l’esecuzione di impianti elettrici, termoidrosanitari, di condizionamento ed antincendio. I certificati di pagamento di CMR e le fatture di ELETTROCASA venivano emessi regolarmente, ma UNIFICA/CIPEA non corrispondeva alcunché a CMR”.

“Il Comune di Forni di Sopra pur in assenza delle copie delle fatture quietanziate – prosegue l’esponente di Forza Italia – continuava a pagare UNIFICA già CIPEA. E ciò, nonostante il contratto di appalto sottoscritto dal Comune di Forni di Sopra e dal Consorzio UNIFICA/CIPEA all’art. 10 faceva menzione esplicita dell’art. 118 L. 163/06 ai sensi e per gli effetti del quale il Comune, qualora non avesse ricevuto le copie delle fatture quietanzate da parte di UNIFICA/CIPEA, avrebbe dovuto sospendere il pagamento in favore di questa”.

“Sintetizzando: UNIFICA/CIPEA ha trattenuto i soldi ricevuti dal Comune di Forni di Sopra, non pagando né la società CMR, nel frattempo fallita, né la società ELETTROCASA. Allo stato attuale, quindi, la situazione in cui viene a trovarsi ELETTROCASA è la seguente: in quanto ditta subappaltatrice, si vede i pagamenti delle fatture emesse bloccati, la consorziata affidataria CMR fallita, il consorzio aggiudicatario UNIFICA/CIPEA eccepisce il difetto di legittimazione passiva e trattiene, sine titulo, le somme versate dal Comune di Forni di Sopra in assenza delle fatture quietanzate da parte dei subappaltatori. Il tutto nonostante l’ultimazione dei lavori e l’utilizzo da parte della Collettività dell’immobile”.

“Facendo due conti – afferma ancora Ziberna – la società ELETTROCASA, pur parte diligente ed adempiente ed in assenza di formali contestazioni circa la regolarità delle opere realizzate, vanta un credito di 237.875,64 Euro, mentre UNIFICA/CIPEA detiene soldi pubblici che avrebbero dovuto essere destinati a pagare le società subappaltatrici”.

“Chiedo, quindi, alla Regione se la sala polivalente del Comune di Forni di Sopra sia stata finanziata con fondi regionali ed europei, quali sono le modalità con le quali gli Uffici regionali assicurano che i fondi pubblici vengano destinati alle società concretamente realizzatrici delle opere, nonché quali siano le misure che gli Uffici regionali intendono assumere qualora venisse accertato che una somma di denaro pubblico erroneamente versato dall’Ente pubblico locale sia ancora saldamente nelle casse del Consorzio UNIFICA/CIPEA, nonostante il medesimo Comune di Forni di Sopra ebbe modo di fruire (come di fatto tutt’ora fa) dell’opera pubblica a beneficio della Collettività”.

“Chiedo, infine – conclude Ziberna – se vi sia la volontà politica della Regione di creare una forma di protezione a tutela dei soggetti artigiani, persone fisiche e/o giuridiche, che, in assenza di formali contestazioni circa la regolarità delle opere realizzate, non ricevono i pagamenti, pur avendo diligentemente realizzato opere a favore della collettività”.

 

Mercoledì prossimo la competente commissione consiliare esprimerà un parere sul nuovo regolamento ATER con cui, tra l’altro, si definiscono indici e criteri per l’assegnazione degli alloggi.

Ecco la ragione per cui il vicecapogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Rodolfo Ziberna, è intervenuto rivolgendo una interrogazione a risposta immediata indirizzata all’assessore regionale Maria Grazia Santoro. Nell’interrogazione il consigliere forzista ha chiesto se corrispondesse al vero la notizia che la Giunta intenderebbe privilegiare nell’assegnazione degli alloggi di edilizia sovvenzionata solo quelle famiglie con un elevato numero di figli che, come appare elementare a chiunque, è oggi caratteristica solo di famiglie provenienti da altre nazioni. Le famiglie italiane ed a maggior ragione quelle del Friuli Venezia Giulia hanno mediamente un figlio per ogni coppia di genitori e ciò le escluderebbe dall’assegnazione degli alloggi.

E’ stato l’assessore regionale Gianni Torrenti, vista l’assenza della collega Santoro competente per materia, a leggere la risposta fornita dalla giunta regionale, secondo la quale il nuovo regolamento dovrà determinare tra l’altro “particolari misure di sostegno per l’accesso all’abitazione da parte di soggetti in condizioni di debolezza sociale ed economica”, aggiungendo che “considerando che la finalità dell’edilizia sovvenzionata è quella di salvaguardare e tutelare il mantenimento della coesione sociale, nonché concorrere alla riduzione del disagio abitativo di soggetti e nuclei svantaggiati assegnatari dei medesimi alloggi va da sé che il disagio abitativo e le condizioni di svantaggio devono essere situazioni soggettive e non oggettive.”

“Il criterio della numerosità dei figli – ha affermato Rodolfo Ziberna – poteva andare bene sino a dieci anni fa ma oggi la situazione è radicalmente cambiata. Ho chiesto alla giunta se ha fatto una simulazione di assegnazione degli alloggi alla luce dei criteri che privilegiano il numero di figli, ma ciò non è stato fatto: ha dell’incredibile che si scrivano delle norme senza avere consapevolezza delle loro conseguenze, espressione quantomeno di superficialità e pressapochismo. E’ oltremodo necessario che il regolamento assicuri un punteggio più elevato ai richiedenti che risiedono nella nostra regione da almeno cinque anni, diversamente gli alloggi ATER diventeranno a breve ciò che già appaiono: un riservato dominio di chi proviene da stati esteri e non già degli italiani! Vi sono altre regioni che in tema di benefici di welfare hanno disciplinato una residenza anagrafica sul loro territorio regionale di almeno cinque anni, senza trovare ostacoli comunitari. Per questa giunta regionale il vivere in regione da 24 mesi costituisce già un risultato, a dimostrazione di chi in realtà questa giunta di sinistra sta proteggendo. Chiediamo che la giunta regionale renda noto al consiglio in quale percentuale siano stati assegnati gli alloggi Ater negli ultimi 3 anni ai provenienti da stati stranieri, presumibilmente extracomunitari, e che faccia una simulazione sull’assegnazione dei prossimi alloggi: è ora che anche i cittadini residenti da molti anni nel Friuli Venezia Giulia possano beneficiare degli strumenti di welfare! Infine sarebbe anche opportuno che ATER decidesse finalmente di porre in essere quelle manutenzioni necessarie per assegnare quegli alloggi che oggi non vengono assegnati, un migliaio solo nella provincia di Trieste! ”

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