Consigliere Regionale del Friuli Venezia Giulia

Vice Presidente del Gruppo Consiliare "Il Popolo della Libertà-FORZA ITALIA"

Vice Presidente della V Commissione permanente

“Concorsone scuola 2016: come si intende assicurare trasparenza, rispetto dei diritti e parità di trattamento dei concorrenti in caso di vittoria dei ricorrenti presso il Consiglio di Stato, quando dal 19 maggio potranno essere riammessi numerosi candidati – con riserva – a svolgere una fase concorsuale che altri hanno già svolto da tempo?”

A porre il quesito è il Vicepresidente del Gruppo Forza Italia in Consiglio Regionale Rodolfo Ziberna che ha presentato un’interrogazione alla presidente Serracchiani ed all’assessore regionale competente.

“Da più parti, tra le quali le organizzazioni sindacali – rileva Ziberna – sono state rappresentate molte e gravi criticità sull’organizzazione del Concorsone scuola e sulle modalità di accesso, tanto da chiedere con forza la sospensione del medesimo inficiato da preoccupanti zone d’ombra”.

“Uno dei problemi principali riguarda le migliaia di ricorsi che sono stati presentati sull’ammissione al concorso stesso. Sulla questione si è espresso anche il Coordinatore dell’Ufficio Scolastico Regionale, dott. Pietro Biasiol, che in un’intervista televisiva ha affermato che, per quanto riguarda i moltissimi ricorsi pendenti, l’USR ha previsto già degli spazi per i ricorrenti che possono presentarsi con decreto del TAR o del Consiglio di Stato che li autorizza a partecipare al concorso con riserva, aggiungendo che «al momento non si è presentato nessun ricorrente»”.

“Nel solo FVG – prosegue l’esponente di Forza Italia – ci sono oltre 400 persone che potrebbero prendere parte con riserva al concorsone. Pare ovvio che nessuno si sia presentato, visto che il Consiglio di Stato si esprimerà solo a partire dal 19 maggio… A questo punto sembra che si renda necessario organizzare sessioni di concorso riservate esclusivamente a questi partecipanti, visto che gli è, di fatto, preclusa la partecipazione a queste sessioni già in corso. Ovviamente con tutti i problemi di trasparenza e pari trattamento che ciò comporta”.

“Ma non finisce qui. Un’altra criticità riguarda lo svolgimento stesso del concorso. Il sito specializzato www.orizzontescuola.it ha, infatti, segnalato che nel nostro USR si sono fatte scelte difformi dal resto del Paese sulla prova pratica che generano legittime perplessità e preoccupazioni nei partecipanti. Nello specifico il FVG ha già calendarizzato la prova pratica per il 25 maggio per l’ambito AD01. Si tratta di una linea condivisa dal MIUR e, quindi, le sessioni d’esame saranno sempre due e non solo quella scritta con l’ammissione dei candidati idonei alla prova orale? O no?”

“Visto che il Concorsone scuola interessa molte persone che anche da anni insegnano ai ragazzi delle nostre scuole – conclude Ziberna – ritengo necessario che la giunta faccia chiarezza sia sullo svolgimento del Concorsone che sulla sorte dei candidati ammessi con riserva”. 

La portavoce del gestore dell'impianto, la Nuklearna Elektrarna Krško ha annunciato che le aziende a gestione statale che controllano Krško, la slovena Gen Energija e la croata Hep, hanno «deciso di prolungare il ciclo di vita della centrale di vent'anni, fino al 2043».

La scossa tellurica di magnitudo di 3,9 Richter che si è scatenata il 9 aprile scorso a soli 15 chilometri dalla centrale nucleare di Krško è solamente l’ultima di una lunga serie di accadimenti che hanno giustamente allarmato la popolazione italiana riproponendo il problema della sicurezza di questa centrale. Ecco perché ci preoccupano i forti movimenti tellurici del primo di novembre 2015 e del 22 aprile 2014 con epicentro rispettivamente a 13 ed a 150 chilometri dalla centrale di Krško, sulle cui conseguenze che la centrale ha subito o che avrebbe potuto subire le autorità slovene nuovamente non hanno voluto fornire informazioni.

Infatti da trent’anni la vita della centrale nucleare di Krško è costellata di incidenti, più o meno gravi, mentre il governo sloveno rimane sempre reticente sulle sue reali condizioni di rischio.

Nessuno di noi vuole riportare indietro le lancette della storia, illuminandoci a lume di candela e muovendoci a piedi. L’energia è essenziale e centrali nucleari sono in tutta Europa, ma quella di Krško – che essendo del 1983 è ormai tra le più vecchie in Europa e ben lungi da quelle di nuova generazione in grado di assicurare  elevati standard di sicurezza - è a soli 139 km da Trieste e 146 km da Gorizia, ciò consentendo ad una nube radioattiva di raggiungerci in poco più di un’ora!

Non posso che riproporre ad una giunta regionale indifferente la preoccupazione della nostra popolazione per la vicinanza della centrale di Krško, anche perché uno studio svolto dall’Istituto francese sulla sicurezza nucleare, commissionato e subito “secretato” proprio dalla società che gestisce la centrale, in funzione del progetto di raddoppio della medesima, avrebbe evidenziato, secondo quanto riportato dalla stampa, un elevato rischio sismico nella zona di Krško, perciò con parere contrario all’insediamento di una nuova centrale adiacente.

E’ ora di dire basta e di pretendere dal governo sloveno estrema chiarezza, appellandoci alle istituzioni internazionali, visto che la Slovenia ha ampiamente ed irresponsabilmente dimostrato di non voler rendere noti i rischi e le condizioni della centrale.

Prima di questa scossa ultimi, ma solo in ordine di tempo, erano stati i non meglio precisati «danni» di natura meccanica ad alcune «barre di carburante» nucleare contenute in tre «elementi di combustibile» del reattore, durante i lavori di manutenzione nell’ottobre del 2013, considerato da John H. Large, fra i massimi esperti mondiali di tecnologia nucleare, un “problema molto serio”.

Ecco le ragioni per cui sono stato il primo firmatario di una mozione consiliare, con cui si impegna la Giunta regionale a farsi parte attiva, nei confronti delle autorità nazionali e slovene, al fine di pretendere una presenza qualificata anche di esperti italiani nel Comitato scientifico (o soggetto analogo) della centrale di Krško, in grado di valutare il rischio della centrale, attraverso l’acquisizione, presso l’ente gestore e presso istituti scientifici, di ogni informazione utile, anche da condividere con la popolazione della nostra regione affinché possa assumere piena consapevolezza della reale situazione e degli eventuali rischi che essa corre.

E’ passata ormai l’ora in cui chiedevamo senza avere risposta. Ora l’incolumità e la sicurezza dei nostri cittadini pretendono che questa giunta regionale finalmente agisca intervenendo presso istituzioni internazionali per chiedere documentazione e controlli immediati e applicazione di sanzioni laddove il governo slovena continuasse a celare il rischio per la nostra popolazione.

“Tutela linguistica o ricerca di ulteriori fondi per mantenere persone o associazioni?”

E’ questo il quesito che si sono posti i consiglieri regionali di Forza Italia Rodolfo Ziberna e Roberto Novelli a seguito dell’illustrazione delle Petizioni n.2 <<Norme attuative per l’articolo 3 dello Statuto regionale>> e n. 24 <<Per le norme di attuazione dell’articolo 3 della legge costituzionale del 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia), sulla parità linguistica>> in V Commissione Consiliare.

“Dall’illustrazione delle due petizioni in materia di tutela delle minoranze linguistiche – rilevano Ziberna e Novelli – abbiamo appreso che la Regione FVG sta perpetuando da oltre 53 anni una «discriminazione razziale» nei confronti della minoranza slovena. In pratica secondo Samo Pahor dell’associazione politica Edinost siamo rimasti fermi agli anni Trenta…”

“Pahor – afferma Ziberna – si appella al rispetto del dettato costituzionale e dell’articolo 3 dello Statuto Speciale della Regione Autonoma FVG che prevede parità di diritti e di trattamento. Ebbene su questo concetto siamo tutti d’accordo, ma vanno poste delle priorità: anche il lavoro e la salute sono, infatti, diritti costituzionalmente protetti, eppure vi sono oltre 3 milioni di persone senza lavoro e file di oltre otto ore al Pronto Soccorso dell’efficientissimo Nord. Pertanto se si devono trovare risorse, esse vanno prioritariamente destinate a questi ambiti”.

“Al netto di ciò – prosegue ancora Ziberna – va tutelato il diritto di rapportarsi con le Istituzioni da parte di tutti i cittadini italiani. Ed oggi ravvedo di più questa esigenza in quei cinesi (quasi 200 solo nel Comune di Gorizia) che non conoscono una sola parola di italiano, né di inglese, ma anche rumeni, kosovari, afghani e pakistani che stanno affollando le nostre città. Questi cittadini non hanno forse diritto di interloquire con la pubblica amministrazione, o è un diritto che vale solo per la lingua slovena? Ritengo necessario che presso le Prefetture trovino allocazione gruppi di traduttori e interpreti per le principali dieci lingue parlate sul territorio regionale da prenotarsi quando il cittadino che non parla italiano intenda avvalersene”.

“Come al solito – aggiunge Novelli – Pahor ripropone la richiesta di ulteriori privilegi che non hanno ragione di esistere. Ricordo che la minoranza slovena è tutelata sia dalla legge 482/1999 che dalla 38/2001 che le consentono di beneficiare di molti contributi. Dagli ultimi dati a nostra disposizione risalenti al 2013, questi contributi ammontano a 24.170.000 Euro di cui: 11.600.000 per trasmissioni radiotelevisive in RAI, 2.900.000 per l’editoria, 5.300.000 per attività culturali, 2.300.000 per l’usi della lingua slovena nella pubblica amministrazione, 1.100.000 per il Teatro Stabile Sloveno e 960.000 di altri fondi statali e regionali.  E’ bene, inoltre, ricordare che in FVG vi sono anche scuole con lingua d’insegnamento slovena di ogni e grado”.

“Non mi pare, quindi, che siamo di fronte ad una discriminazione razziale. In un momento di crisi economica che ha costretto tutte le Pubbliche Amministrazioni, compresa la Regione, a tagliare i bilanci – conclude Novelli – mi chiedo: ha senso andare a spendere risorse per intasare ulteriormente i pubblici uffici con traduttori o prevedere indennità per i dipendenti pubblici che parlano sloveno, quando ci sono migliaia di famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese?”

 

 

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